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Mare Vs Piscina: il racconto di come Teresa ha scelto la piscina

Quando si pensa al mare di solito si pensa al relax, al fatto di passare una giornata in santa pace assaporando la brezza marina e il profumo di salsedine nell’aria.

Appaiono davanti ai nostri occhi tutte immagini idilliache come se ci trovassimo ai Caraibi con la sdraia pronta sotto agli alberi di cocco, gli occhiali da sole e il cocktail ghiacciato in mano, gustato a piccoli sorsi con la cannuccia.

Ma le cose vanno davvero così?

ECCO COSA SUCCEDE VERAMENTE QUANDO DECIDI DI PASSARE UNA GIORNATA AL MARE

Innanzi tutto non bisogna alzarsi troppo tardi la mattina. Non fai altro che aspettare la domenica per poltrire un po’ di più a letto e invece devi levarti di buon’ora perché se non parti in tempo si fa tardi, perdi le ore più belle di sole, dopo non ne vale la pena e così via…

Vorresti anche fare colazione con calma e invece devi preparare un arsenale di cose da portarela merenda per metà mattinata, il passeggino, gli asciugamani, i giochi, l’ombrellone, le sdraiette… E’ proprio in quel momento che realizzi tragicamente che l’unica cosa che ti manca è la valigia con lo spago per sentirti completamente Fantozzi!

Comunque in qualche modo riesci ad arrivare in macchina e a partire, anche se hai già speso 15 minuti a sistemare tutto il portabagagli, pieno come un uovo sodo.

Una volta destinazione finalmente puoi sederti con tranquillità. Prendi un libro o una rivista e pensi di poterti distendere un po’ in santa pace, quando ecco il vicino che urla ai figli di uscire dall’acqua o la radio della signora che ha deciso di ascoltare Gigi D’Alessio proprio in quel momento. Nel frattempo una tipa toglie la sabbia dal suo asciugamano che guarda caso arriva proprio nei tuoi occhi. Il tutto condito dalla voce del “cocco bello” mentre il decimo ‘vù cumprà’ ti chiede se ti servono i teli indiani o i braccialetti di caucciù.

“Ok. Adesso però mi rilasso davvero!”. Provi a metterti giù e non pensare a niente, ma la tua attenzione vine presa dai zelanti vicini di ombrellone che si mettono a raccontare i dettagli più macabri della malattia del loro amico con tanto di nomi di dottori, ospedali, cure mediche ed effetti collaterali.

Esausto, pensi di andarti a fare un bagno e, proprio quando sei vicino al bagnasciuga, ti accorgi che sull’acqua galleggiano puntini neri e macchie oleose e schiumose imprecisate. Va beh, fai finta di niente e soprassiedi, buttandoti lo stesso.

Quando alla fine è ora di tornare a casa, raccogli il bagaglio industriale che ti eri portato appresso e torni in macchina con la ciurma. Carichi tutto, sdraiette e marcantoni, e ti dirigi verso casa. Peccato che a quell’ora il traffico è al suo apice storico: tre km di fila solo per arrivare al semaforo…

Ahhhh, che giornata rialssante!!!!! 

Esagerato? Sì, un pochino… ma se ci pensi bene, non è che sia poi così lontano da quello che accade davvero!

Per questo Teresa ha deciso di bloccare una postazione in piscina a Sestri Levante, dove già le sdraio e gli ombrelloni sono presenti e non deve portarsi la casa dentro la macchina.

Fonte: ProfessionePiscina

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