Tutti i segreti del nuoto

Come avvicinarsi?
È sempre consigliabile seguire dei corsi per apprendere bene le tecniche di base in tutti e quattro gli stili, il crowl (stile libero), il dorso, la rana ed il delfino.
Quali sono i tempi di apprendimento degli stili?
Variano a seconda dell’età e dalle capacità di apprendimento e motorie individuali. Indicativamente le scuole della federazione nuoto prevedono percorsi che variano da 4-6 anni per i bambini a 3-4 anni per gli adulti. Ci vuole tempo per assimilare bene la tecnica e acquisire la necessaria sicurezza e confidenza in acqua. Spesso non appena si riesce a stare a galla consente si azzarda troppo, magari in mare o in acque aperte. E’ un errore che alle volte può costare molto caro. In piscina, infatti, si è sempre più tutelati. E’ sempre presente e pronto ad intervenire un assistente bagnante o un istruttore. E’, poi molto importante continuare la ricerca del miglioramento della tecnica perché solo con una buona tecnica si ottiene un buon rendimento della bracciata. Cosa che talvolta è sottovalutata anche dagli atleti di vertice che puntano molto sulla pura forza fisica. Il discorso è ancora più valido se non si nuota da molto tempo o se si è ripreso da poco. Per questo mi sento di consigliare le persone che si iscrivono al nuoto libero di richiedere, ove possibile, di essere seguiti e controllati. Un bravo istruttore è fondamentale non solo per stilare la giusta progressione degli allenamenti (programmi), ma anche e soprattutto per correggere la tecnica.

Quale è la difficoltà maggiore di chi si avvicina al nuoto?
Per i neofiti del nuoto l’aspetto che mette maggiormente in difficoltà è la respirazione. Infatti si deve passare da una respirazione naturale e libera ad una respirazione forzata, che, per di più, deve essere inserita in un ritmo di bracciata a secondo dello stile. Inoltre, il fatto che molti stili di nuoto prevedono che il viso sia immerso in acqua complica ulteriormente la situazione. Ma la tecnica da imparare non è difficile e con poche lezioni diventa naturale.

La seconda difficoltà è quella che dobbiamo assumere una posizione orizzontale per effettuare i movimenti del nuoto. E non essendoci un saldo appoggio (contatto con il terreno, come per altri sport) ma essendo immersi in un liquido che è 8 volte più denso dell’aria è naturale un certo disorientamento iniziale. Ma è proprio questo il fascino del nuoto: padroneggiare un elemento non facilissimo. Per questo è importantissimo acquisire familiarità con l’elemento acqua. Imparare ad avere la confidenza giusta fino a “sentirla” fisicamente scorrere sulla propria pelle. Come amica preziosa per la salute. I movimenti del nuoto, infatti, azionano muscoli (specie quelli della schiena e del collo) che solitamente altri sport o attività fisiche non sollecitano.

Contribuiscono, quindi ad un tono muscolare complessivo (non solo degli arti e dell’addome, ma anche e soprattutto della schiena, dalla zona lombare a quella delicatissima cervicale) che è sinonimo di salute e benessere. E questo vale per qualsiasi età.
Per questo, una volta di più, il consiglio per il principiante o l’agonista è sempre quello di affidarsi ad un bravo tecnico o ad un allenatore che corregga costantemente le tecniche di nuotata. Solo così si potrà “sentire” l’acqua nel modo giusto.

Il “fai da te” forse consente di risparmiare qualche euro, ma spesso può portare ad acquisire impostazioni errate che diventa poi difficile correggere.

Il nuoto coinvolge tutta la muscolatura e le articolazioni del corpo e grazie ad esso si può raggiungere il completo controllo di tutti i movimenti. Tutto questo vale anche per la postura fuori vasca. Muscoli saldi, articolazioni mobili, senso meno intenso della fatica fisica, consumo delle calorie in eccesso (che non guasta per dimagrire…) tutto questo viene sollecitato facilmente dall’azione in acqua. Se è vero che dobbiamo fare i conti con la sua densità, è altrettanto vero che una volta acquisito il giusto galleggiamento, riusciamo a muoverci più a nostro agio per via della spinta positiva.

Una delle prime cose da curare in quasi tutti gli stili (tranne la rana) è la continuità e la completezza della bracciata; cioè, della cosiddetta “passata in acqua” e del corrispondente recupero del braccio che non è immerso nell’acqua. Non serve agitarsi freneticamente. Il trucco è rimanere freddi e dare al braccio che è “in presa” nell’acqua il tempo giusto per effettuare la “passata” completa. Per questo occorre ritardare in proporzione il movimento del braccio fuori acqua. Altrimenti avviene che il nuotatore non spinge abbastanza, è costretto ad aumentare la frequenza delle bracciate per stare a galla, è costretto ad alzare anche la frequenza di respirazione e va facilmente in affanno.